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Oggi molti  liutai sono concordi nel ritenere che il corpo di quasi tutti gli strumenti a corde del Medioevo venisse ottenuto per escavazione di un unico blocco di legno.

Io sono particolarmente affezionato a questa tecnica sia perché mi ha permesso di realizzare un gran numero di strumenti ben funzionanti e apprezzati dai musicisti per la sonorità piena e originale, sia perché sono convinto che essa fosse particolarmente consona  al modo di pensare il lavoro proprio degli artigiani medievali. Per esempio,l’idea di conservare il più possibile l’integrità del materiale,a garanzia della resistenza e della durata nel tempo dell’oggetto costruito,si ritrova come una costante nelle opere dell’artigianato medievale: sculture in pietra e legno,grandi e complessi intagli decorativi, interi elementi architettonici,stoviglie.Se osserviamo le sculture presenti nelle cattedrali romaniche e gotiche notiamo che gli strumenti musicali sono rappresentati con tale realismo da farci credere che gli scultori li conoscessero così bene perché forse erano proprio loro a realizzarli,in legno, per i musicisti.Si tratta naturalmente di pure illazioni che comunque non vogliono avere valore generale. Ad esempio sappiamo che gli Arabi costruivano gli Ud con doghe incollate già intorno all’anno mille ed è comprensibile, date le dimensioni della cassa e la necessità di avere uno strumento particolarmente leggero. Le Ribeche,le Vielle e i Chitarrini invece si potevano con facilità ricavare dal massello.

Infine non vi è dubbio che i liutai medievali avessero osservato come le vibrazioni delle corde si trasmettessero particolarmente bene attraverso un sistema di fibre naturalmente continuo,non interrotto da linee di sutura riempite di colla e che era più facile ottenere con questa tecnica strumenti con una bella sonorità.

Lo strumento musicale era certo un oggetto  raro ed ognuno aveva il pregio di essere un “unicum”, contro una visione più seriale dello strumento che prenderà piede a partire dal Rinascimento, in cui cambiano sia l’estetica musicale sia i criteri del lavoro artigianale che risponde  ad esigenze di più ampia produzione quantitativa e di maggior risparmio dei materiali.

   

 

  Un notevole aiuto nella ricostruzione viene al liutaio dalla conoscenza dell’artigianato “popolare”,dall’attento studio delle tradizioni artigiane e dalle sopravvivenze,spesso sorprendenti,di modelli ed usi arcaici nelle culture folkloriche.

Così si scopre,ad esempio, che la Lyra di Creta,quelle di Calabria e del Ponto,la Gudulka balcanica e il Rabel spagnolo possono fornirci dei modelli “viventi” delle antiche Lyre e Ribeche medievali.Lo stesso si può dire per L’Ud e il Rabab arabi e per il Saz turco.( Non va dimenticato,a questo proposito, che il rinnovato interesse della cultura medievale europea per gli strumenti musicali, coincide proprio con la riapertura dei traffici e dei contatti con l’Oriente a partire dal secolo XI.)

La conoscenza di tali strumenti rappresenta un punto di riferimento indispensabile per chi si occupa di liuteria medievale,perché ci rivela quei piccoli-grandi segreti in grado di illuminare aspetti oscuri o controversi del lavoro degli antichi artefici.